
Tornando a esplorare le meraviglie dell’universo e le fragilità dell’animo umano, Pixar firma con Elio una favola fantascientifica originale, ricca di meraviglia visiva e profonda sensibilità emotiva. Diretto da Domee Shi (Red) e Madeline Sharafian, il film si inserisce con merito nella nobile tradizione dello studio d’animazione (sulla scia di capolavori come WALL-E e Inside Out), affrontando il tema dell’emarginazione infantile e del bisogno di appartenenza. Attraverso una premessa narrativamente esilarante e surreale — un ragazzino alienato dalla Terra viene scambiato per errore per l’Ambasciatore del nostro pianeta da una confederazione intergalattica —, la pellicola riesce a coniugare una scatenata inventiva visiva a un nucleo narrativo intimo e toccante.
SCRITTURA E PERSONAGGI
Voto: 3.5 / 5 ⭐⭐⭐½☆
La sceneggiatura gioca sapientemente con i contrasti: da una parte l’immensità cosmica dell’Universo Comuniverso, dall’altra il piccolo e intimo microcosmo dei disagi quotidiani di un bambino con una fervida immaginazione.
- Elio Solis: Il protagonista è un personaggio straordinariamente empatico. Un bambino attivo, portatore di benda sull’occhio, incompreso dai coetanei e con il costante timore di essere un peso per chi lo circonda.
- Zia Olga (Olga Solis): La figura tutelare di Elio (che lavora a un progetto militare segreto per intercettare segnali alieni). La scrittura ne tratteggia bene le difficoltà nel conciliare le ambizioni lavorative con il ruolo genitoriale/affettivo.
- Gli Alieni dell’Ambasciata: Un campionario di creature stravaganti, alcune esilaranti, altre minacciose, che arricchiscono il viaggio del protagonista fornendo un’ampia varietà di dinamiche comiche e relazionali.
“Forse non sono l’ambasciatore della Terra per quello che so fare, ma per quanto profondamente so cosa si prova a sentirsi soli in mezzo a un universo infinito.”
RITMO NARRATIVO E COLPI DI SCENA
Voto: 4.0 / 5 ⭐⭐⭐⭐☆
Il film parte a spron battuto fin dai primi minuti, catapultando rapidamente il giovane protagonista dallo spazio domestico al cuore pulsante della diplomazia intergalattica. Il ritmo si mantiene elevato per quasi tutta la durata della pellicola, alternando con mestiere sequenze d’azione cosmiche a momenti di commedia d’equivoco. I colpi di scena ruotano principalmente attorno ai fraintendimenti causati dal ruolo d’ambasciatore che Elio deve fingere di ricoprire e alle minacce che gravano sull’incolumità della Terra. Il terzo atto accelera notevolmente, portando a una risoluzione emotiva travolgente che compensa ampiamente qualche passaggio un po’ affrettato nella parte centrale.
REGIA, FOTOGRAFIA E COLONNA SONORA
Voto: 4.5 / 5 ⭐⭐⭐⭐½
Il comparto visivo e sonoro di Elio rappresenta uno dei punti di forza più abbaglianti della più recente produzione Pixar.
- Regia e Animazione: La direzione artistica sfrutta una palette cromatica sgargiante, psichedelica e sognante. L’animazione delle creature alieni e degli ambienti spaziali supera i confini del realismo tecnologico per abbracciare un gusto estetico morbido, espressivo e ricchissimo di dettagli.
- Fotografia: L’uso della luce nelle scene ambientate nello spazio aperto e nelle sale di rappresentanza intergalattiche regala scorci mozzafiato, dove i contrasti tra il buio cosmico e le alchimie di neon alieni creano un’atmosfera magica.
- Colonna Sonora: La colonna sonora si muove tra sonorità sinfoniche classiche ed echi di synth-pop spaziale, sottolineando con precisione sia l’epicità dell’avventura che l’intimità del dramma interiore del protagonista.
MESSAGGIO FILOSOFICO E WORLD-BUILDING
Voto: 4.5 / 5 ⭐⭐⭐⭐½
Sotto la superficie di un’avventura spaziale per famiglie, Elio nasconde una profonda metafora sulla solitudine giovanile e sull’importanza dell’inclusione. L’Universo Comuniverso non è solo un’ambientazione, ma una rappresentazione metaforica della diversità: centinaia di specie diverse costrette a convivere e a capirsi.
“Essere compresi non significa parlare la stessa lingua, ma avere il coraggio di mostrare le proprie imperfezioni agli altri.”
Il world-building si rivela straordinariamente fantasioso e coerente, capace di inventare burocrazie spaziali, tecnologie bizzarre e linguaggi alieni con una freschezza che ricordava da vicino il fascino di classici come Monster & Co. o Inside Out.
IL PERSONAGGIO CHIAVE
Yvan e la dinamica con Elio
A rubare la scena nel corso del secondo atto è Yvan, un giovane e bizzarro principe alieno che stringe un’inaspettata alleanza con il protagonista. La loro dinamica rappresenta il vero cuore pulsante dell’avventura: due figure provenienti da mondi diametralmente opposti, entrambe schiacciate dalle altissime aspettative delle rispettive famiglie. La caratterizzazione di Yvan — irresistibilmente comica ma capace di slanci di pura tenerezza — offre a Elio lo specchio perfetto in cui riconoscere il proprio valore e superare la paura dell’abbandono.
Voto: 4.5 / 5 ⭐⭐⭐⭐½
CONSIDERAZIONI FINALI
Elio si conferma un’opera fresca, colorata ed emotivamente d’impatto. Pur non toccando la perfezione assoluta dei vertici storici Pixar, dimostra ancora una volta la capacità dello studio di trasformare concetti complessi in storie universali capaci di parlare tanto ai bambini quanto agli adulti.
PREGI
- Design visivo e animazione: Una direzione artistica tra le più ricche, fantasiose e colorate di sempre.
- Cuore emotivo potente: Il tema della solitudine e della ricerca di un posto nel mondo è trattato con grazia.
- Ottimo ritmo e commedia: Situazioni esilaranti nate dagli equivoci dell’ambasciata intergalattica.
- Personaggi secondari riusciti: Le creature alieni apportano grande carisma e varietà.
DIFETTI
- Alcune risoluzioni sbrigative: Il terzo atto corre un po’ troppo per chiudere tutti i nodi narrativi.
- Schema strutturale familiare: La parabola della crescita segue binari Pixar già consolidati e in parte prevedibili.
