Presentato nel 2016 come l’antidoto pop e ribelle al serioso Batman v Superman, Suicide Squad di David Ayer doveva essere il fiore all’occhiello del neonato universo cinematografico DC (DCEU). Le premesse c’erano tutte: un cast stellare, una colonna sonora rock e l’idea stuzzicante di mettere al centro della scena i “cattivi”.
Il risultato finale, purtroppo, è rimasto schiacciato tra le pesanti ingerenze della produzione e un montaggio caotico, trasformando una potenziale rivoluzione in uno dei capitoli più confusi del genere supereroistico.
Sceneggiatura e Trama: 1.5 / 5
La premessa iniziale (riunire dei supercriminali sacrificabili per missioni suicide) perde consistenza dopo la prima mezz’ora. La trama si trascina linearmente verso la solita minaccia globale anonima: l’Incantatrice che balla davanti a un fascio di luce nel cielo, un cliché abusato e privo di mordente. I dialoghi oscillano tra il forzatamente “cool” e spiegazioni didascaliche, mentre le motivazioni di molti personaggi rimangono superficiali.
Gestione dei Personaggi e Cast: 2.5 / 5
Il voto è una media matematica tra vette e abissi. Margot Robbie è perfetta nei panni di Harley Quinn e si carica l’intero film sulle spalle; ottima anche l’intesa con il Deadshot di Will Smith. Il resto della squadra, però, viene trattato come carne da macello narrativa: personaggi come Boomerang o Killer Croc non hanno spazio per respirare, e il povero Slipknot viene introdotto solo per essere eliminato cinque minuti dopo per dimostrare che le bombe nei microchip funzionano.
Il Joker di Jared Leto: 1 / 5
L’elemento più pubblicizzato della campagna marketing si è rivelato il più deludente. Il Joker di Jared Leto, ridotto a pochi minuti a causa dei tagli al montaggio, abbandona il fascino dell’anarchia psicologica per trasformarsi in una via di mezzo tra un trapper e un gangster di Las Vegas con tatuaggi fin troppo espliciti (come la scritta “Damaged” sulla fronte). Manca totalmente di magnetismo e la chimica tossica con Harley viene edulcorata.
Regia e Montaggio: 1.5 / 5
La regia sporca e urbana di David Ayer è stata letteralmente fatta a pezzi in fase di post-produzione. Spaventata dalle critiche a Batman v Superman, la Warner Bros commissionò il montaggio finale a una società specializzata in trailer cinematografici. Il risultato si vede: la prima parte del film sembra una sequenza infinita di videoclip musicali sovrapposti, con continui flashback che spezzano il ritmo e una fotografia scura che abusa di una palette cromatica al neon confusionaria.
Il Giudizio in Sintesi
- Punti di forza: L’iconicità visiva di Harley Quinn; la colonna sonora ricca di grandi classici (anche se usata in modo troppo invasivo); alcune scene d’azione con Deadshot.
- Punti di debolezza: Un villain principale imbarazzante; l’inutilità del Joker ai fini della trama; un montaggio frenetico che rovina il ritmo della narrazione.
Voto Finale: 2 / 5
Suicide Squad non è un film completamente inguardabile, ma è il manifesto del cinema industriale più confusionario. Ha il grande demerito di aver sprecato un potenziale enorme e un cast eccellente a causa della paura dello studio di osare. Rimane un prodotto pop commerciale, utile per l’intrattenimento leggero di una sera, ma ben lontano dagli standard qualitativi che la stessa DC ha dimostrato di poter raggiungere in seguito (come il soft-reboot di James Gunn del 2021).
