Ci sono film che non guardi soltanto: li attraversi. Michael è uno di questi. Appena si abbassano le luci in sala, la sensazione è quella di entrare in un territorio familiare — la musica, i passi, l’icona — ma allo stesso tempo di camminare su un terreno delicato, perché raccontare Michael Jackson significa toccare un mito che appartiene a tutti.
Il film sceglie una strada chiara: celebrare l’artista, prima ancora dell’uomo. Antoine Fuqua costruisce un racconto che scorre come una lunga performance, dove ogni scena sembra un palcoscenico e ogni palcoscenico diventa un pezzo di memoria collettiva. E al centro c’è lui: Jaafar Jackson, sorprendente, magnetico, quasi inquietante nella somiglianza. Non imita: respira come Michael.
La narrazione segue un percorso lineare, dagli esordi con i Jackson 5 fino ai grandi tour mondiali. È un viaggio pieno di luci, glitter, sudore, disciplina, e soprattutto musica. La musica è ovunque: non come semplice colonna sonora, ma come linguaggio emotivo. Quando parte Beat It, la sala vibra; quando arriva Thriller, il film sembra trasformarsi in un videoclip cinematografico.
Eppure, dietro lo spettacolo, si percepisce una scelta precisa: non affondare il colpo. Le zone d’ombra, le controversie, i processi mediatici… restano sullo sfondo, accennati, mai davvero esplorati. È un film che preferisce proteggere il mito, non smontarlo. Questo lo rende emozionante, sì, ma anche un po’ “sicuro”.
Valutazioni (su base 10)
- Interpretazione: 9.5 Jaafar Jackson è il cuore pulsante del film. Ogni gesto è credibile, ogni sguardo pesa.
- Regia e ritmo: 8 Fuqua dirige con eleganza e rispetto, ma senza rischiare troppo.
- Sceneggiatura: 7 Solida, ma prudente. Racconta molto, approfondisce poco.
- Fotografia e scenografia: 9 Ricostruzioni impeccabili, atmosfere curate, un’estetica che funziona sempre.
- Colonna sonora e coreografie: 10 Qui il film vola. È puro spettacolo, pura nostalgia, pura energia.
- Coinvolgimento emotivo: 8.5 Emoziona, ma resta un passo indietro quando dovrebbe osare.
Conclusione
Michael è un film che incanta gli occhi e accarezza la memoria, un tributo rispettoso e spettacolare che farà felici i fan e conquisterà chi vuole rivivere la magia del Re del Pop sul grande schermo. Non è un ritratto completo, non è un’indagine, non è un film che vuole disturbare. È un omaggio. E come omaggio, funziona benissimo.
Voto finale: 8/10 — potente, emozionante, impeccabile, ma troppo cauto per essere davvero definitivo.
