Se pensate che Challengers sia “solo un film sul tennis”, siete completamente fuori strada. L’ultima fatica di Luca Guadagnino non è un dramma sportivo; è un thriller erotico mascherato da torneo ATP, un vortice di sudore, desiderio e manipolazione dove la pallina gialla è l’unica cosa che conta meno.
La Trama: Un Triangolo ai Confini del Campo
Al centro di tutto c’è Tashi Donaldson (una monumentale Zendaya), un’ex prodigio del tennis la cui carriera è stata spezzata da un infortunio, ora allenatrice e mente cinica dietro il successo di suo marito Art (Mike Faist). Quando Art, in crisi di risultati, deve affrontare in un torneo “Challenger” il suo ex migliore amico ed ex amante di Tashi, Patrick (Josh O’Connor), il passato esplode in una serie di flashback che coprono tredici anni di ossessione condivisa.
Perché è un capolavoro da 5 Stelle?
1. Una Regia “Iper-Cinetica”
Guadagnino dirige con un’energia che definire travolgente è riduttivo. La cinepresa non si limita a osservare il match: diventa la pallina, si posiziona sotto i piedi dei giocatori, attraversa il campo con una ferocia visiva che rende il tennis brutale quanto un combattimento di gladiatori. Non c’è un singolo fotogramma sprecato.
2. Il Trio dei Protagonisti
Il casting è miracoloso. Zendaya offre la sua prova più matura, interpretando una donna che usa il potere come unico linguaggio. Josh O’Connor emana un carisma sporco e irresistibile, mentre Mike Faist incarna perfettamente la vulnerabilità di chi ha tutto da perdere. La chimica tra i tre è elettrica, carica di un sottotesto che rende ogni dialogo una sfida fisica.
3. Una Colonna Sonora che batte come un Cuore
Le musiche di Trent Reznor e Atticus Ross sono il vero motore del film. Una colonna sonora techno/elettronica martellante che trasforma ogni scena in un rave ad alta tensione. È una scelta audace che rompe i canoni del genere e accelera il battito cardiaco dello spettatore.
4. Il Tennis come Metafora Erotica
In Challengers, il sesso non avviene quasi mai sullo schermo, perché avviene tutto sul campo. Ogni servizio, ogni volée e ogni goccia di sudore è intrisa di tensione sessuale. Guadagnino ci dice che il tennis è l’unico momento in cui questi tre personaggi sono davvero onesti l’uno con l’altro.
Verdetto Finale
Voto: 5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐
Challengers è un film audace, stiloso e incredibilmente divertente. È un’opera che sa essere colta ma anche pop, capace di incollarti alla poltrona con un montaggio serratissimo e una struttura a incastro che rivela i suoi segreti solo all’ultimo, incredibile scambio.
È cinema allo stato puro, vibrante e muscolare. Un match che non vorresti finisse mai.
Tre curiosità sul film:
- Allenamento intensivo: I tre attori si sono allenati per tre mesi con Brad Gilbert (ex coach di Andre Agassi) per rendere i loro movimenti credibili.
- Costumi d’autore: Gli abiti sono curati da Jonathan Anderson, direttore creativo di Loewe, che ha creato l’estetica “Old Money/Sporty” diventata virale sui social.
- Niente controfigure: Gran parte degli scambi che si vedono nel film sono stati effettivamente girati dagli attori, sebbene la pallina sia stata aggiunta spesso in digitale per permettere movimenti di macchina impossibili.
Da vedere se: Ami i film di Guadagnino, le colonne sonore elettroniche e i drammi dove la psicologia dei personaggi è più affilata di un dritto vincente.
