È possibile che uno spin-off riesca a eguagliare, o addirittura superare, una delle serie più premiate della storia della TV? Se la serie in questione è Better Call Saul, la risposta è un sì fragoroso.
Fin dal suo debutto nel 2015, il prequel di Breaking Bad creato da Vince Gilligan e Peter Gould ha dimostrato di non essere una semplice operazione nostalgia. È una tragedia greca moderna, lenta, metodica e visivamente sublime.
La Trama: Da Jimmy McGill a Saul Goodman
La serie segue la metamorfosi di Jimmy McGill (un immenso Bob Odenkirk), un avvocato di basso bordo che cerca disperatamente di farsi strada onestamente, lottando contro il pregiudizio del fratello maggiore Chuck e le proprie inclinazioni al raggiro. Attraverso sei stagioni, assistiamo alla sua lenta caduta morale che lo porterà a diventare l’eccentrico avvocato dei cartelli messicani che tutti abbiamo imparato a conoscere.
Perché è un capolavoro da 5 Stelle?
1. Una Scrittura Chirurgica
A differenza della frenesia adrenalinica di Breaking Bad, Better Call Saul è un “slow burn”. Ogni azione ha una conseguenza, ogni truffa è costruita con una precisione ingegneristica. La sceneggiatura non tratta mai lo spettatore da sciocco; si fida della nostra pazienza e ci ricompensa con archi narrativi che si chiudono in modo devastante e perfetto.
2. Il Cast: Oltre la Recitazione
- Bob Odenkirk: Riesce a farci amare un truffatore, mostrandoci l’umanità ferita dietro la maschera colorata di Saul Goodman.
- Rhea Seehorn (Kim Wexler): La vera anima della serie. Il suo personaggio è una delle figure femminili più complesse e scritte meglio della storia della TV. La sua chimica con Jimmy è il cuore pulsante dello show.
- Tony Dalton (Lalo Salamanca): Introduce uno dei villain più carismatici e terrificanti di sempre, bilanciando la parte “legal” della serie con quella “crime”.
3. Fotografia e Simbolismo
Ogni inquadratura di Better Call Saul potrebbe essere incorniciata. L’uso della luce, le inquadrature dal basso, il deserto del New Mexico e l’iconico bianco e nero delle sequenze di “Gene Takovic” creano un’identità visiva unica. La regia usa gli oggetti (un tappo di tequila, un anello, un raccoglitore) per raccontare la storia meglio di mille parole.
4. Un Prequel che dà Senso all’Originale
La grandezza di questo show sta nel fatto che, dopo averlo visto, la visione di Breaking Bad cambia completamente. Molti momenti della serie madre acquistano un peso emotivo nuovo e molto più tragico.
Verdetto Finale
Voto: 5/5 ⭐⭐⭐⭐⭐
Better Call Saul è la prova che la pazienza è una virtù. È una serie che richiede attenzione, ma che ripaga con un’intensità emotiva raramente vista sul piccolo schermo. Non è solo la storia di un avvocato che diventa corrotto; è lo studio profondo di un uomo che cerca l’approvazione di chi ama e, non trovandola, decide di bruciare il mondo intero.
Un finale perfetto per una serie perfetta.
3 Curiosità sulla serie:
- L’incidente di Bob Odenkirk: Durante le riprese dell’ultima stagione, Odenkirk ha avuto un infarto sul set. È stato salvato dai medici e dal cast, tornando a girare dopo poche settimane per concludere la serie.
- Nata come commedia: Inizialmente, gli autori avevano pensato a una serie di episodi da mezz’ora, puramente comici, sulle disavventure legali di Saul. Fortunatamente hanno optato per il dramma profondo che conosciamo.
- Record di (mancate) vittorie: Nonostante l’unanimità della critica, la serie detiene il triste record di oltre 50 nomination agli Emmy senza aver mai vinto una statuetta come Miglior Serie Drammatica. Un’ingiustizia che i fan non perdoneranno mai all’Academy!
