Parliamoci chiaramente: ci sono traumi cinematografici che il tempo non può cancellare, e per chiunque sia cresciuto a pane e onde energetiche, Dragonball Evolution del 2009 è la ferita più profonda di tutte. L’idea di Hollywood era “semplice”: prendere il manga più famoso del mondo, infilarci un budget decente, e portarlo sul grande schermo. Sulla carta sembrava un sogno, ma si è rivelato un incubo da cui ancora oggi fatichiamo a svegliarci. Il film non è solo brutto, è proprio un manuale vivente di tutto ciò che non si dovrebbe fare quando si adatta un’opera amata da milioni di persone.
Il problema principale è che l’intero film è stato vittima di un’ossessione tipica della Hollywood di quegli anni: “americanizzare” tutto a tutti i costi. Ed è così che ci siamo ritrovati davanti a un Son Goku che non ha nulla del bambino selvaggio, ingenuo e affamato che abbiamo amato. No, qui Goku è un diciottenne timido, frustrato, che va al liceo con lo zaino in spalla e subisce i dispetti dei bulli della scuola. Praticamente hanno preso un’epopea fantasy-marziale e l’hanno trasformata in un teen drama di serie B, dove l’obiettivo principale del protagonista non è salvare la Terra, ma fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni, Chi-Chi.
Anche guardando il resto del cast, la situazione non migliora, anzi. Fa quasi male al cuore vedere una leggenda del cinema come Chow Yun-fat costretta a interpretare un Maestro Muten privato di tutto il suo carisma e della sua simpatica perversione, ridotto a una spalla comica che indossa camicie hawaiane improbabili. Bulma sembra uscita da un videogame venuto male e il Grande Mago Piccolo, interpretato da James Marsters, perde ogni briciolo di epicità per diventare un alieno verde rugoso che sembra scappato dal set dei Power Rangers. Nessuno recita davvero male, è che proprio non sapevano cosa stessero facendo, tanto che anni dopo lo sceneggiatore del film ha chiesto pubblicamente scusa ai fan, ammettendo di aver accettato il lavoro solo per soldi.
E se sperate che almeno i combattimenti salvino la baracca, preparatevi al peggio. Dragon Ball è sinonimo di colpi a velocità luce, auree che spaccano le montagne e coreografie spettacolari. In Evolution tutto è lento, legnoso e affogato in una computer grafica che sembrava vecchia già nel 2009. La mitica Kamehameha (l’Onda Energetica) viene spiegata come una specie di “tecnica del vento” e, quando viene lanciata, sembra un soffio di fumo azzurrino da discoteca di periferia. Per non parlare di quando Goku si trasforma in Scimmione: invece di un gorilla gigantesco, diventa una specie di licantropo tascabile che fa quasi tenerezza.
Alla fine, l’unico vero merito di questo film è stato così paradossale da essere memorabile: ha fatto talmente arrabbiare il creatore originale, Akira Toriyama, da spingerlo a uscire dal pensionamento per rimettersi a scrivere nuove storie pur di ripulire il nome della sua creatura. Se oggi abbiamo Dragon Ball Super, ironicamente, dobbiamo ringraziare questo disastro.
Le Pagelle
- Fedeltà all’originale: ⭐☆☆☆☆ (0.5 / 5) Hanno preso i nomi dei personaggi e hanno dimenticato tutto il resto. Goku al liceo è un insulto alla storia.
- Sceneggiatura e Dialoghi: ⭐☆☆☆☆ (1 / 5) Una sfilata di cliché dei film americani per teenager, con un ritmo così frettoloso che la storia finisce prima ancora di essere iniziata.
- Cast e Personaggi: ⭐✨☆☆☆ (1.5 / 5) Gli attori ce la mettono tutta, ma i personaggi sono scritti così male che è impossibile affezionarsi o riconoscerli.
- Effetti Speciali e Azione: ⭐☆☆☆☆ (1 / 5) Combattimenti noiosi, green screen imbarazzante e un’Onda Energetica che fa piangere il cuore.
VOTO FINALE: ⭐ (1 / 5)
Un film senz’anima che non funziona né come adattamento per i fan, né come banale film d’azione per il pubblico generalista. Un’ora e venti di puro imbarazzo cinematografico da guardare solo con gli amici per farsi due risate terapeutiche.
